pluriball imballaggi scelta

Il pluriball che usi è davvero quello giusto per le tue spedizioni? 

6 minuti 09 giugno 2026

C’è un errore che quasi tutte le aziende commettono almeno una volta: comprare pluriball per imballaggio senza sapere quale tipologia è più adatta alla propria attività. 

Sembra un dettaglio ma non lo è. Sbagliare questa scelta significa protezione insufficientecosti più alti o peggio ancora, merce danneggiata e resi da gestire. Se il pluriball è uno dei tuoi materiali di imballaggio principali (e per la maggior parte delle realtà che spediscono prodotti fisici lo è), vale la pena capire davvero qual è il migliore per la tua attività. 

In questo articolo parleremo di come usare il pluriball in un contesto professionale e soprattutto quale variante scegliere. 

Il pluriball è un materiale protettivo, non riempitivo 

Prima distinzione fondamentale, spesso ignorata: il pluriball per imballaggio serve a proteggere un oggetto avvolgendolo, non a riempire i vuoti in una scatola. 

Usarlo come materiale di riempimento è uno spreco. Ci sono prodotti progettati proprio per quello scopo come le patatine in polistirolo, i cuscini d’aria o la carta stropicciata che costano meno a parità di volume occupato e, grazie alla loro elasticità, riempiono perfettamente gli spazi vuoti nei colli. 

La funzione del pluriball invece è un’altra: creare un’armatura morbida intorno al singolo oggetto, assorbendo urti e vibrazioni durante il trasporto. È un materiale di contatto diretto con il prodotto, non di riempimento del vuoto intorno ad esso. 

Tenerlo a mente cambia il modo in cui si ordina e si usa. 

Come scegliere il pluriball giusto: grammatura e diametro delle bolle

Quando si sceglie il pluriball, ci sono due variabili tecniche da considerare. 

La grammatura (espressa in g/m²) determina lo spessore e la resistenza del film. Un pluriball leggero da 45g/m² è flessibile, sagomabile, perfetto per avvolgere oggetti leggeri, piccoli e delicati come cosmetici, accessori, pezzi di ricambio leggeri. Un pluriball standard da 90 g/m² offre una protezione più robusta per oggetti di peso medio con angoli vivi. Salendo a 115 g/m², si entra nel territorio del pluriball industriale: pensato per macchinari, componenti pesanti, spedizioni che prevedono movimentazioni multiple. 

Il diametro delle bolle è l’altro fattore chiave. Le bolle piccole (Ø 10 mm) aderiscono meglio alle superfici irregolari e proteggono efficacemente da graffi e sfregamenti. Le bolle grandi (Ø 25-30mm) contengono più aria e assorbono urti di maggiore intensità, ideali per oggetti fragili e pesanti come strumenti, attrezzature o oggetti d’arte. 

Pluriball per imballaggio con caratteristiche specifiche e alternative 

Il pluriball da solo non sempre basta. Accoppiando film a bolle in plastica e carta kraft si ottiene un prodotto ibrido robusto e maneggevole, ideale per traslochi di oggetti di valore, mobili d’antiquariato, quadri, strumentazioni delicate che devono essere spostate da un sito a un altro. Il pluriball con la carta Kraft combina la rigidità della carta con l’ammortizzazione delle bolle: il risultato è un imballaggio che protegge dagli urti e si gestisce facilmente anche in contesti di movimentazione intensa. 

Se hai necessità di proteggere superfici estremamente delicate, come oggetti verniciati o rifiniti, dove il contatto diretto con le bolle potrebbe lasciare segni, un’alternativa al film a bolle in plastica è il film in espanso. In questo caso la schiuma va sul lato interno, a contatto con la superficie, mentre il pluriball puoi utilizzarlo per fornire un ulteriore strato esterno di ammortizzazione. 

Oltre a queste già citate, esistono tipologie di pluriball pensate per esigenze molto precise. Non conoscerle significa rinunciare a soluzioni che potrebbero ottimizzare significativamente le tue spedizioni. 

Pluriball antistatico: chi spedisce componenti elettronici dovrebbe conoscerlo bene. Le scariche elettrostatiche possono danneggiare chip e circuiti in modo non visibile ma definitivo. Il pluriball antistatico rosa e i relativi sacchetti antistatici neutralizzano questo rischio senza complicare la procedura di imballaggio. 

Pluriball isotermicoper chi spedisce prodotti sensibili alle variazioni di temperatura (farmaceutici, alimenti, cosmetici) il pluriball isotermico aggiunge uno strato isolante che mantiene più stabile la temperatura durante il trasporto. Non sostituisce un imballaggio termico completo, ma per spedizioni brevi o di supporto fa la differenza. 

Pluriball in carta riciclata: per le aziende che hanno obiettivi di sostenibilità concreti, il pluriball in carta riciclata è un’alternativa funzionale alla plastica: stessa capacità protettiva di un film a bolle standard, opacità totale (utile anche per la riservatezza del contenuto) e impatto ambientale ridotto. 

pluriball antistatico

Formato e praticità: un fattore sottovalutato 

Quando si parla di pluriball anche il formato ha un impatto diretto sull’efficienza delle operazioni di imballaggio. 

rotoli standard sono la scelta più comune: si taglia la lunghezza necessaria e si adatta a qualsiasi esigenza.  

rotoli pretagliati eliminano il cutter dall’equazione e accelerano il processo, soprattutto in ambienti con molti operatori o ritmi elevati.  

Le scatole dispenser combinano pretaglio e contenitore anti-polvere: sono ideali per postazioni fisse o per chi vuole ottimizzare il consumo senza sprechi. 

sacchetti in pluriball, con o senza chiusura adesiva, meritano un capitolo a parte. Non serve tagliare o avvolgere: si inserisce il prodotto, si chiude e si passa al prossimo. Per chi spedisce oggetti di dimensioni omogenee in grandi volumi, il risparmio di tempo è considerevole. 

Perché è importante scegliere il materiale di protezione e riempimento corretto? 

Uno degli errori più comuni di chi spedisce è scegliere il materiale di riempimento e protezione sbagliato per il contesto. Si usa il pluriball leggero per prodotti pesanti e si ottiene una protezione insufficiente. Si usa il pluriball industriale per oggetti piccoli e si spende il triplo del necessario. Si compra il rotolo generico quando il sacchetto pretagliato dimezzerebbe i tempi di lavorazione. 

Questi errori si moltiplicano nel tempo e non riguardano solo il pluriball. Un’azienda che spedisce 1000 pezzi al giorno con i materiali sbagliati accumula costi e inefficienze. 

La nostra guida alla scelta ai materiali di protezione e riempimento ti aiuta a mappare la soluzione giusta partendo dai parametri concreti: fragilità del prodotto, peso, tipo di collo, condizioni di trasporto. Il pluriball è uno dei protagonisti ma solo uno dei materiali di un sistema di protezione e riempimento che funziona quando è pensato nel suo insieme.

pluriball riciclato 

La regola d’oro: le bolle verso il prodotto 

Un ultimo dettaglio tecnico che fa differenza nella pratica quotidiana: il pluriball va sempre applicato con il lato a bolle rivolto verso l’oggetto, non verso l’esterno. Le bolle devono essere in contatto diretto con la superficie da proteggere, è lì che avviene l’assorbimento degli urti. Con il lato liscio verso l’interno, si perde gran parte dell’efficacia protettiva. 

Sembra ovvio. Non sempre lo è, soprattutto quando l’imballaggio viene fatto velocemente da personale non formato. 

Scegliere bene il pluriball non è una questione di dettaglio: è una decisione che impatta la qualità percepita dal cliente, il tasso di reso e i costi operativi. Rajapack offre l’intera gamma dal leggero all’industriale, dall’antistatico all’isotermico, dal rotolo al sacchetto pretagliato, per trovare la soluzione giusta senza compromessi. 

Oltre a essere un grandissimo alleato per le tue spedizioni, il pluriball ha una storia molto particolare! Vuoi saperne di più? Leggi il nostro articolo sulla curiosa storia del pluriball e i suoi usi alternativi. 

→ Scopri tutta la gamma di pluriball Rajapack 

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