Funzionamento del progetto
Il nostro impegno
Fondata nel 2006 sotto il patrocinio della Fondazione RAJA-Danièle Marcovici sostiene progetti umanitari per migliorare le condizioni di vita delle donne in tutto il mondo. La Fondazione ha già sostenuto centinaia di associazioni che operano a favore di decine di milioni di donne in tutto il mondo.
Attraverso il programma “Donne & Ambiente”, lanciato congiuntamente con il Gruppo RAJA, la Fondazione finanzia progetti eco-solidali a favore delle donne e dell’ambiente.
Azioni costanti, risultati concreti:
- Più di 20 milioni di euro di budget totale
- Più di 860 progetti sostenuti in 76 Paesi
Dal 2015, grazie ai tuoi acquisti di prodotti solidali, tutte le filiali europee del Gruppo Raja che hanno partecipato all'iniziativa hanno raccolto e donato più di 4,3 milioni di euro.
Merci, thank you, grazie!
Progetti supportati
Ogni anno la Fondazione RAJA- Danièle Marcovici sostiene 12 nuove associazioni.
Carton Plein
Favorire il reinserimento lavorativo delle donne in situazioni di emarginazione attraverso il riciclo del cartone
In Francia quasi 300.000 persone vivono in strada, di cui almeno 3.600 a Parigi, affrontando condizioni di forte precarietà, rischi quotidiani e problematiche legate a disoccupazione, salute, dipendenze e assenza di reddito. Carton Plein nasce per sostenere queste persone vulnerabili – in particolare chi vive una condizione di senza dimora – favorendone l’integrazione sociale e professionale attraverso la valorizzazione del cartone da imballaggio come risorsa. Le donne, sempre più numerose tra le persone che vivono in strada, sono esposte a forme di vulnerabilità particolarmente critiche. Spesso invisibili, subiscono violenze sociali profonde e sistemiche. Il progetto presentato rafforza l’impegno di Carton Plein nell’integrare la dimensione di genere nelle proprie attività, garantendo la parità e offrendo percorsi di empowerment diversificati. L’associazione potenzia il supporto alle beneficiarie attraverso servizi pensati in base alle loro esigenze e ai diversi profili, con l’obiettivo di generare un impatto misurabile. Il progetto mira infatti ad aumentare la partecipazione e la continuità delle donne nei programmi di logistica ciclabile grazie a percorsi mirati di selezione e formazione.
CCFD Terre solidaire
Promuovere l’agroecologia tra le donne indigene e rafforzarne la partecipazione politica per una gestione sostenibile dell’ambiente
La regione del Chaco, situata nel sud-est della Bolivia, è un’area vasta abitata prevalentemente da comunità indigene che vivono di agricoltura. Questo territorio è oggi fortemente minacciato da gravi criticità ambientali e sociali, legate in particolare alla pressione del modello agroindustriale. L’espansione delle coltivazioni di soia e dell’allevamento intensivo sta causando una massiccia deforestazione, mettendo a rischio i territori, le risorse naturali e gli stili di vita delle popolazioni locali. CCFD Terre solidaire, in collaborazione con CIPCA (Centre for Research and Promotion of Peasantry), realizza un progetto dedicato alla formazione delle donne provenienti da circa quindici comunità indigene, con l’obiettivo di sviluppare competenze in ambito agroecologico e rafforzare il loro ruolo a livello politico e decisionale. Le partecipanti vengono formate nella gestione di sistemi agroforestali adattati alle condizioni climatiche locali, nell’utilizzo di input naturali e nella trasformazione dei prodotti agricoli. Per alcune di loro è previsto un percorso specifico volto a incrementare la produzione locale di frutta e verdura destinata alla vendita su piccola scala. Parallelamente, le donne interessate ad assumere ruoli di responsabilità politica ricevono una formazione mirata sulle politiche pubbliche legate alla conservazione ambientale e alla gestione del territorio. Questo percorso consente di rafforzare la loro capacità di incidere nei processi decisionali e di proporre soluzioni concrete per una gestione sostenibile delle risorse.
Commerce Equitable France
Promuovere la presenza di donne nel settore dell'agricoltura in Francia.
Il progetto promosso da Commerce Équitable France nasce da una duplice ambizione: favorire la parità di genere all’interno della filiera agricola francese e valorizzare il commercio equo e solidale come leva strategica di cambiamento. In un settore agricolo ancora fortemente segnato da disuguaglianze di genere, l’associazione interviene sulle cause strutturali che ostacolano il riconoscimento, la rappresentazione e l’emancipazione delle donne agricoltrici. Nonostante in Francia le donne rappresentino circa il 30% dei responsabili delle attività agricole, continuano a subire discriminazioni sistemiche: redditi inferiori del 29% rispetto agli uomini, accesso limitato alla terra e ai finanziamenti, scarso riconoscimento istituzionale, invisibilità del loro ruolo all’interno delle organizzazioni agricole e una forte sotto-rappresentazione negli organi decisionali e di governance professionale. Il commercio equo e solidale, fondato su principi di giustizia sociale, democrazia economica e sicurezza del reddito, offre un quadro concreto e coerente per promuovere un cambiamento duraturo. Sebbene l’attenzione alla parità di genere sia parte integrante dei principi del fair trade, la sua applicazione concreta resta spesso complessa. Attraverso il coinvolgimento degli attori della filiera francese – produttrici e produttori, enti di certificazione, imprese e distributori – il progetto mira a costruire un ecosistema capace di riconoscere pienamente il ruolo delle donne agricoltrici e di valorizzarne il contributo fondamentale alla transizione ecologica.
Elevages Sans Frontières
Rafforzare l’autonomia delle donne allevatrici di bestiame attraverso la formazione in pratiche di allevamento sostenibile e lo sviluppo di una filiera locale del latte
Dal 2015 la crisi della sicurezza in Burkina Faso ha provocato un forte afflusso di popolazione nella regione dell’Altopiano Centrale, nei pressi di Ouagadougou, generando tensioni sull’accesso alle risorse naturali come acqua, terre e pascoli. A questa situazione si aggiungono gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, tra periodi di siccità prolungata e inondazioni improvvise, che colpiscono duramente il territorio. In un contesto sociale fortemente patriarcale, le donne sono principalmente responsabili della raccolta dell’acqua e dell’alimentazione degli animali e risultano quindi tra le più esposte alle conseguenze del cambiamento climatico. Per rispondere a queste sfide, Elevages Sans Frontières realizza un progetto volto a rafforzare la filiera locale del latte, favorendo al contempo l’integrazione socio-economica delle donne allevatrici. Il progetto si basa su un sistema di tutoraggio pensato per valorizzare lo scambio di competenze tra allevatrici esperte e allevatrici alle prime esperienze. Le attività di mentoring si concretizzano in percorsi di formazione organizzati direttamente presso gli allevamenti delle tutor, con focus su salute animale, tecniche di mungitura, gestione delle strutture di allevamento e sviluppo di competenze imprenditoriali. Per rafforzare ulteriormente le capacità delle allevatrici principianti, il progetto prevede anche investimenti mirati al miglioramento dei siti di allevamento, attraverso l’acquisto di animali – come bovini e caprini – materiali per le infrastrutture e attrezzature essenziali, tra cui mangiatoie e abbeveratoi.
Entrepreneurs du monde
Rafforzare la resilienza delle donne in Casamance ai cambiamenti climatici attraverso l’accesso al microcredito e l’adozione di pratiche agricole e di cucina sostenibili
Il Senegal, e in particolare la regione della Casamance, è fortemente esposto agli effetti del cambiamento climatico, che si manifestano sotto forma di siccità, inondazioni e salinizzazione delle risaie a causa dell’intrusione di acqua salata dai fiumi. Questi fenomeni hanno un impatto significativo sulle aree rurali e colpiscono in modo particolare le donne, che per tradizione culturale sono responsabili del sostentamento delle famiglie attraverso le attività agricole. In Casamance la maggior parte delle donne è impegnata in attività imprenditoriali, ma non possiede la terra che coltiva. Questa condizione impedisce loro di fornire garanzie formali, come i titoli di proprietà, necessarie per accedere al microcredito e sviluppare attività generatrici di reddito. Per rispondere a questa sfida, Entrepreneurs du monde, in partnership con Fansoto, avvia un progetto che facilita l’accesso al microcredito per le donne agricoltrici, subordinandolo alla partecipazione a percorsi di formazione dedicati all’adozione di pratiche agricole resilienti agli effetti del cambiamento climatico. Il progetto contribuisce così alla transizione ecologica del territorio e favorisce l’accesso a strumenti e attrezzature adeguate, come fornelli migliorati o sementi resistenti alla salinità, fondamentali per lo sviluppo delle attività economiche locali.
ICD Afrique
Rafforzare l’autonomia economica delle donne attraverso l’adozione di pratiche sostenibili nell’allevamento di molluschi e ostriche
Nelle regioni del Delta del Saloum e della Casamance, in Senegal, le donne affrontano crescenti pressioni ambientali ed economiche, legate in particolare alla progressiva riduzione delle risorse marine – come molluschi e ostriche – e al degrado di ecosistemi fondamentali quali le mangrovie. In questo contesto, il progetto mira ad accompagnare la transizione dalle pratiche tradizionali di raccolta verso forme di acquacoltura sostenibile, strutturando e rafforzando le filiere dell’allevamento di molluschi e ostriche. Le partecipanti ricevono una formazione mirata su tecniche migliorate di coltivazione di molluschi e ostriche, sulla gestione delle attrezzature, sulla manutenzione dei parchi di allevamento e sull’adozione di pratiche produttive rispettose dell’ambiente. Per aumentare la stabilità del reddito, il progetto promuove inoltre lo sviluppo di attività complementari, come l’orticoltura, l’agroforestazione e la piscicoltura, favorendo una più ampia diversificazione economica. Parallelamente, il progetto lavora al rafforzamento dei canali di commercializzazione dei prodotti trasformati, con l’obiettivo di incrementarne il valore aggiunto e garantire alle produttrici opportunità di mercato più stabili e sostenibili.
Imece
Sostenere la formazione delle donne siriane nel settore dell’ingegneria solare
La Turchia ospita un numero elevato di rifugiate e rifugiati siriani in fuga dal conflitto, e la città di Izmir, terza per dimensioni nel Paese, rappresenta uno dei principali punti di transito verso l’Europa. In questo contesto, il progetto promosso dall’associazione Imece offre percorsi di formazione professionale e certificazione in ingegneria solare rivolti a donne che desiderano rientrare volontariamente in Siria e avviare un’attività economica al loro ritorno. Le donne rifugiate partecipano a programmi di formazione strutturati che introducono ai principi dell’elettricità, dell’energia solare e, più in generale, delle energie rinnovabili. Un modulo specifico è dedicato alla creazione di attività economiche, con corsi di gestione di progetti imprenditoriali che includono le basi della gestione finanziaria, della strategia aziendale e della sicurezza sul lavoro. Questo percorso formativo consente alle partecipanti di valorizzare le competenze acquisite per generare reddito e costruire un’autonomia economica sostenibile una volta rientrate nel proprio Paese.
Inti Energies Solidaires
Rafforzare la resilienza delle donne ai cambiamenti climatici offrendo soluzioni concrete e sostenibili per lo sviluppo delle loro attività che generano reddito
Nel nord del Benin, la regione rurale di Atacora vede le donne svolgere un ruolo centrale nelle attività agricole e di trasformazione alimentare – come manioca, mais, mango e soia. Le tecniche utilizzate sono spesso ancora rudimentali, con conseguenti perdite di produzione e redditi limitati. A questo si aggiungono la deforestazione e la crescente scarsità di legna, che aumentano la vulnerabilità delle donne: sono infatti loro a percorrere lunghe distanze per la raccolta della legna, con un impatto negativo sulla salute e sul tempo disponibile per altre attività. Il progetto “Low-tech e produzione locale” ha l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle donne ai cambiamenti climatici, migliorando al contempo le loro condizioni economiche. Attraverso il supporto a 10 gruppi di donne nella regione di Atacora, il progetto accompagna la modernizzazione delle attività produttive mediante strumenti semplici, efficaci e rispettosi dell’ambiente. L’iniziativa mira a ridurre il tempo dedicato alla raccolta della legna, aumentare il reddito grazie alla conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli e tutelare la salute delle donne, limitando l’esposizione ai fumi della combustione. Il supporto prevede in particolare: Essiccatori solari per la trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli, con una riduzione delle perdite post-raccolto e maggiori opportunità di vendita; Fornelli ecologici ad alta efficienza, che diminuiscono il consumo di legna e le emissioni nocive, con benefici diretti sulla salute delle donne; Produzione di biocarburanti a partire da rifiuti organici, come alternativa sostenibile alla legna da ardere e nuova fonte di reddito.
La Voûte Nubienne
Favorire il coinvolgimento attivo delle donne nel nord del Ghana nell’eco-costruzione a basse emissioni di carbonio
La regione settentrionale del Ghana è fortemente colpita dalla combinazione di diversi fattori critici: cambiamento climatico – con siccità, ondate di calore, tempeste e deforestazione – crescita demografica e carenza di investimenti in istruzione, formazione e capacità produttiva, in particolare nel settore agricolo. In questo contesto, gli stereotipi di genere limitano fortemente l’accesso delle donne al mercato del lavoro, confinandole spesso in occupazioni precarie, sottopagate o sfruttative. L’associazione La Voûte Nubienne, specializzata nella costruzione di edifici sostenibili accessibili al maggior numero di persone possibile, in partnership con WEE North, realtà impegnata nella formazione professionale delle donne e nella loro integrazione in settori tradizionalmente considerati “maschili”, realizza un progetto di formazione dedicato alle tecniche di costruzione della volta nubiana. La tecnica costruttiva della volta nubiana utilizza esclusivamente materiali locali e naturali – terra, acqua e pietre reperite in loco – rendendo gli edifici ecologici, economici e perfettamente adattati al contesto climatico. Questa soluzione garantisce inoltre elevate prestazioni in termini di durabilità e isolamento termico. Il progetto genera anche un impatto economico diretto per le partecipanti: le donne coinvolte ricevono una retribuzione per il lavoro svolto nei cantieri formativi, contribuendo così alla creazione di una fonte di reddito aggiuntiva.
Le Chemin des Fleurs
Offrire alle donne in difficoltà nell’accesso al lavoro un percorso di formazione professionale nell’orticoltura e nell’agricoltura biologica
Con sede ad Avrainville, nel dipartimento dell’Essonne, l’associazione Le Chemin des Fleurs sviluppa dal 2014 un progetto di integrazione sociale e professionale basato sull’orticoltura e sull’agricoltura biologica. L’associazione accompagna una popolazione particolarmente vulnerabile: il 70% delle persone coinvolte sono donne che vivono situazioni di esclusione sociale, interruzioni di carriera e molteplici ostacoli all’accesso al mondo del lavoro. L’obiettivo è aiutare chi fatica a reinserirsi professionalmente a ritrovare un ritmo di lavoro e a riacquisire fiducia nel contesto professionale. Parallelamente, Le Chemin des Fleurs svolge attività di sensibilizzazione rivolte al pubblico e agli attori economici sui temi ecologici e sociali legati all’agricoltura. Il progetto prevede inoltre un miglioramento continuo del sito produttivo e delle condizioni di lavoro delle persone inserite nei percorsi di integrazione. In particolare, è prevista la realizzazione di un’area coperta per il lavaggio degli ortaggi, che permetterà di ottimizzare un’attività attualmente molto faticosa, e la costruzione di una tettoia per proteggere i veicoli di consegna, i bouquet e le buste in kraft dalle intemperie. Allo stesso tempo, il progetto propone un programma di formazione interna diversificato, che comprende corsi di francese come lingua straniera, informatica di base, prevenzione del sessismo, pratiche eco-responsabili e gestione dello stress. Questo percorso consente alle partecipanti inserite nei programmi di integrazione di sviluppare competenze trasversali e rafforzare la propria autonomia e sicurezza personale. L’associazione si inserisce in una strategia più ampia volta a trasformare il sito in un vero e proprio “green showroom”, esemplare sotto il profilo ecologico, sociale ed educativo.
Naturevolution
Creare un sistema di raccolta dei rifiuti plastici nei villaggi costieri della baia di Kendari coinvolgendo 30 donne formate e retribuite per questa attività
Nella città costiera di Kendari, nella provincia di Sulawesi Tenggara in Indonesia, vivono circa 400.000 persone e ogni giorno vengono prodotti circa 300 tonnellate di rifiuti. Una parte significativa di questi non viene raccolta a monte e finisce nei corsi d’acqua e, successivamente, nella baia. Il sistema di gestione dei rifiuti messo in atto dalle autorità locali risulta largamente insufficiente, rendendo l’inquinamento da plastica una problematica ambientale e sociale di primo piano, con gravi conseguenze sulla biodiversità marina e sulla qualità della vita delle popolazioni locali. L’associazione Naturevolution, in collaborazione con il proprio partner indonesiano, ha inizialmente risposto a questa emergenza attraverso l’organizzazione di attività di raccolta dei rifiuti e campagne di sensibilizzazione. Con questo progetto, l’associazione compie un ulteriore passo avanti istituendo un sistema strutturato di raccolta e selezione dei rifiuti plastici, con il coinvolgimento diretto delle donne dei villaggi costieri, tra le prime a subire gli effetti dell’inquinamento da plastica. Le donne coinvolte provengono da comunità vulnerabili e vivono in condizioni di precarietà economica, spesso dipendendo dal reddito della pesca dei mariti o, nel caso delle vedove, da lavori informali e saltuari. Naturevolution le accompagna nella creazione di un’attività generatrice di reddito stabile e valorizzante, basata sulla raccolta dei rifiuti plastici nel proprio ambiente di vita. I materiali raccolti vengono poi venduti direttamente a Naturevolution Indonesia, che li tratta nel proprio laboratorio di riciclo.
Terre de Milpa
Riunire le donne in una fattoria collettiva offrendo alloggio e supporto per l’avvio delle loro attività agricole
Nell’area metropolitana di Lione, l’associazione Terre de Milpa ha avviato nel 2022 una fattoria dedicata all’inserimento socio-professionale attraverso l’agricoltura. L’esperienza ha però evidenziato come alcune donne continuino a incontrare ostacoli significativi nell’accesso al mercato del lavoro. A ciò si aggiunge l’impatto della crisi sanitaria legata al Covid-19, che ha aggravato le condizioni di precarietà in Francia, colpendo in modo particolare le donne, che rappresentano il 70% delle persone che ricorrono ai banchi alimentari. In risposta a questa situazione, e in un contesto segnato dalla chiusura di numerose aziende agricole ogni anno, Terre de Milpa ha ideato la creazione di una fattoria collettiva e sociale, gestita interamente da un gruppo di donne. Le partecipanti saranno ospitate direttamente all’interno della fattoria e potranno sviluppare le proprie attività agricole – come orticoltura, panificazione e/o trasformazione alimentare – in un ambiente sicuro e strutturato. Alle donne viene affidata la gestione completa della fattoria, con un accompagnamento mirato nella definizione dello status giuridico, nello sviluppo del progetto imprenditoriale e nella gestione quotidiana del sito. Questo progetto, unico nel suo genere in Francia, promuove agricoltura, lavoro e accesso all’alloggio, contribuendo concretamente alla lotta contro la precarietà. Al tempo stesso, valorizza il coinvolgimento diretto delle donne attraverso un modello di governance innovativo e partecipativo.
Progetti realizzati nel 2025 grazie al programma d’azione “Donne e Ambiente”
Scopri le azioni realizzate grazie al tuo supporto.
En Terre Indigène
Valorizzare i saperi ecologici ancestrali delle donne dei Territori d’Oltremare attraverso laboratori comunitari di condivisione delle conoscenze.
- 6 donne depositarie di saperi ancestrali coinvolte in Martinica, Guadalupa, Guyana francese e Réunion.
- Centinaia di donne in situazione di vulnerabilità hanno partecipato ai laboratori di condivisione delle conoscenze.
Ishpingo
Sostenere le donne indigene nell’aumentare e diversificare la produzione di frutta per migliorare il proprio reddito.
- 50 donne Kichwa supportate.
- 9.000 alberi piantati.
Kraten du développement durable, de la culture et du loisir
Sostenere le pescatrici riconoscendone il loro ruolo, offrendogli formazione e favorendo la partecipazione ai processi decisionali del settore.
- 15 pescatrici supportate.
Chaussettes Solidaires
Offrire laboratori di cucito e riparazione a donne in situazione di vulnerabilità per favorire competenze e accesso al lavoro.
- 30 donne formate.
- Il 60% delle partecipanti ha trovato lavoro, avviato un’attività, iniziato un tirocinio o proseguito gli studi.
Moi Jeu Tri
Offrire formazione e supporto per favorire l’accesso delle donne ai settori dell’economia circolare e del riciclo.
- 60 donne formate da Moi Jeu Tri.
- Il 50% ha avviato un’attività o trovato un impiego.
Poh Kao, des Tigres et des Hommes
Sostenere le donne delle comunità tribali del Parco Nazionale di Sariska nello sviluppo di attività lattiero-casearie.
- 15 donne supportate nello sviluppo delle attività lattiero-casearie.
- 1 gruppo di supporto creato.
Projeter Sans Frontières
Rafforzare l’autonomia delle agricoltrici migliorando i sistemi produttivi locali e promuovendo pratiche responsabili.
- 20 agricoltrici hanno migliorato le proprie pratiche agricole.
Naturevolution
Creare un sistema di raccolta dei rifiuti plastici nei villaggi costieri della baia di Kendari coinvolgendo donne formate e retribuite.
- 30 donne supportate nelle attività di raccolta e selezione dei rifiuti.
- Riduzione della presenza di rifiuti in strade, fiumi e mare.
Women Engage for a Common Future France
Promuovere l’imprenditoria "verde" femminile e valorizzare il ruolo delle donne nella transizione sostenibile all'interno delle loro comunità grazie all'accesso a nuove opportunità di sviluppo.
- 3 donne premiate con il Women & Biodiversity Award.
- Circa 50 donne coinvolte nella Rural Women’s Network.
Objectif France Inde
Rafforzare competenze e autonomia delle donne nel settore agricolo per garantire stabilità economica e sicurezza alimentare.
- 1.500 donne supportate attraverso gruppi di mutuo aiuto.
- 500 agricoltrici hanno beneficiato di bacini idrici e iniziative per migliorare la qualità del suolo.
Rejoué
Favorire l’inserimento socio-professionale delle donne attraverso la formazione nel recupero e rivendita di giocattoli.
- 45 donne inserite in programmi di reintegrazione lavorativa.
- Il 53% ha trovato un’occupazione stabile o intrapreso un percorso di formazione.
- 41 tonnellate di giocattoli riutilizzati.
Univers-Sel
Formare le produttrici di sale nella produzione con energia solare, una tecnica più sostenibile dal punto di vista ambientale.
- 1.500 produttrici di sale coinvolte nel progetto.
- 40 donne leader e volontarie attive nella diffusione del metodo delle saline solari.